"Rimaniamo fedeli a questa santa vocazione. In questa disponiamo di mezzi per salvarci e per salvare gli altri. La santità umile e nascosta. Non basta stimarla, dobbiamo anche essere riconoscenti per questo prezioso dono che Dio ha fatto a noi e agli altri."
Dom Adriano Gréa
Padre Rinaldo Guarisco
Lunedì 16 marzo 2026
Ogni anno viene convocato dell’Abate Primate il Consiglio Primaziale della Confederazione dei Canonici Regolari di Sant’Agostino.
Quest’anno per il luogo della riunione è stata scelta la Congregazione di San Vittore nella zona di Champagne sul Rodano in Francia.
Insieme a Padre James supplente delegato al consiglio, siamo partiti in aereo alla volta dell’aeroporto di Lione. Dopo aver atteso anche i confratelli Lateranensi siamo stati accolti e accompagnati in auto presso l’ABBAZIA di San Vittore, dove siamo giunti nel primo pomeriggio.
Abbiamo celebrato la Santa messa in italiano presso l’oratorio dell’ABBAZIA e poi in serata ci siamo uniti per la preghiera dei vespri e per la cena e un momento di convivialità.
Martedì 17 marzo
Dopo aver celebrato le lodi, ci siamo riuniti nella sala dedicata alla beata vergine Maria per la prima sezione del consiglio Primaziale.
Il Consiglio è formato dagli abati generali e superiori generali della confederazione e dai delegati uno per ogni congregazione.
L’Abate primate ha aperto la seduta con una preghiera allo Spirito Santo e poi con l’approvazione del verbale precedente.
Poi ha presentato la sua lettera nella quale ricordava alcuni eventi trascorsi insieme e in particolar modo l’anno santo con il Giubileo della vita consacrata. Ha poi ringraziato tutti i suoi collaboratori e i membri del consiglio.
Poi, seguendo l’ordine del giorno, abbiamo affrontato i vari punti presentati nella lettera di convocazione.
Si è parlato innanzitutto delle riunioni che ogni anno si fanno per lingue, lo studium di NOVACELLA e la preparazione del congresso CRSA nel 2028.
Si è suggerito in questi tempi e nelle varie riunioni che si faranno di approfondire e fare suggerimenti sia sul tema del congresso sia sulla sua organizzazione. Per cui sono state fissate alcune date sia per lo studium a voce che per l’anno del congresso.
Si è parlato anche della nostra liturgia nel proprio dei santi per vedere se si può aggiornare sia nella traduzione che nella aggiunta di nuovi beati o Santi della confederazione.
Si sono rivisti anche alcuni punti degli statuti della confederazione e ci si è dato l’impegno per ogni Congregazione di confrontarsi per eventuali suggerimenti o correzioni.
Si è parlato anche del Conspectus della confederazione da aggiornare e da presentare alla Segreteria di Stato Vaticano per l’annuario statistico
Abbiamo parlato anche del sito web della confederazione per tenerlo aggiornato con la pubblicazione di alcuni eventi e documenti che riguardano la confederazione stessa
Infine abbiamo parlato anche dei giovani, ricercare di avvicinarli attraverso varie iniziative specifiche per loro
Si è parlato anche di un confronto con la Congregazione di di Lagrasse e l’abate primate si impegnerà al dialogo e all’ascolto delle loro richieste.
Sciolta l’assemblea ci si è dato appuntamento per l’anno prossimo a NOVACELLA.
Un grazie alla comunità di San Vittore, che ci ha accolti con molta generosità e fraternità.
Domani mercoledì la mattinata sarà dedicata alla visita dei luoghi della congregazione e poi nel pomeriggio si parte per andare in Svizzera presso l’abbazia di Saint-Maurice per la benedizione abbaziale del loro nuovo Abate.
Giovedì 19 marzo 2026
Giunti in Abbazia, il mercoledì sera siamo stati accolti con grande amicizia dai confratelli di Saint-Maurice. Con i primi vespri della solennità di San Giuseppe siamo entrati nel clima di festa non solo Liturgico ma anche fraterno. Dopo cena infatti ci siamo ritrovati per un momento conviviale.
Il giovedì mattina è stato un giorno dedicato alla preghiera per la solennità di San Giuseppe, e agli ultimi preparativi della solenne celebrazione per la benedizione abbaziale.
I corridoi dell’ABBAZIA si sono piano piano riempiti di gente venuta per la festa: diversi i vescovi e gli abati che si sono ritrovati insieme agli altri sacerdoti della confederazione. Anche dal punto di vista folcloristico sono intervenute diversi gruppi con i costumi tipici del luogo. Numerose anche le autorità civili, religiose ed ecumeniche che hanno partecipato alla celebrazione.
Una lunga processione multicolore ha dato inizio alla solenne celebrazione, attraversando la piazza per giungere nella bellissima chiesa delicata a San Maurizio martire.
La chiesa era gremita di fedeli e la celebrazione si è aperta con il canto d’ingresso eseguito dalla CORALE dell’ABBAZIA. La celebrazione liturgica è stata molto sobria e intensa nello stesso tempo in un clima di raccoglimento e di preghiera profonda. Dopo il Vangelo e dopo l’omelia di Monsignor Martin Krebs Nunzio Apostolico è iniziato il rito della benedizione abbaziale dell’Abate Alexander Ineichen, Abate generale della congregazione dei Canonici Regolari di Saint Maurice.
Viene consegnata poi la regola di Sant’Agostino per guidare e preservare i fratelli che Dio gli affida.
Infine vengono consegnate le insegne abbaziali: l’anello che porta al dito anulare significa la fedeltà e l’unione con la sua comunità e con la chiesa.
Poi riceve la mitria segno della sua autorità di insegnamento. Infine riceve il pastorale che manifesta il ruolo pastorale del padre Abate incaricato di vegliare sul gregge che Dio gli affida.
Il rito si conclude con l’abbraccio di pace con i vescovi e con i confratelli segno di comunione all’interno del corpo episcopale e della comunità dei CANONICI.
Terminata la celebrazione in processione solenne, ci siamo trasferiti nella piazza del collegio in attesa dei saluti di alcune autorità, condividendo allo stesso tempo un aperitivo. Terminati i saluti, ci siamo fermati per un pranzo organizzato per più di 500 persone.
Nel pomeriggio alle 16:30, la solenne recita dei vespri in occasione della festa liturgica di San Giuseppe Sposo di Maria.
Qui termina il nostro soggiorno, anche se la partenza è prevista per il giorno successivo venerdì 20 marzo. Dalla abbazia di San Moritz all’aeroporto di Ginevra in treno e poi in aereo fino a Roma Fiumicino.
Grazie di cuore ai confratelli di Saint Maurice per la grande accoglienza e organizzazione della festa.
Il diario di bordo a cura di Padre Rinaldo Guarisco segue in ordine cronologico la sua vista dalla partenza per il Perù al ritorno in Italia
Lunedi 12- martedi 13 gennaio 2026
Come annunciato nel precedente consiglio avevamo programmato di svolgere il consiglio generale di gennaio a Piura in Perù per essere più vicini e conoscere meglio la comunità di CANONICI regolari in Perù.
Ci siamo trasferiti noi tre consiglieri italiani lunedì 12 gennaio, dopo un lungo viaggio con scalo a Madrid, Lima e infine dopo 16 ore di viaggio in aereo con relative soste di attesa, siamo giunti a Piura verso le ore 15:00 di martedì 13 gennaio.
Ad aspettarci c’era Padre Victor con Padre Thomas già arrivato da Los Angeles in giornata.
Durante il pranzo ci siamo presentati per conoscere meglio anche i giovani postulanti presenti nel nostro Seminario Sant’Agostino di Piura.
Sistemazione nelle stanze e un po’ di riposo doveroso per il lungo viaggio.
Verso sera abbiamo celebrato i vespri e la Santa messa naturalmente in lingua spagnola e presieduta dal SUPERIORE della casa Padre Kelvin.
Dopo cena, i più giovani sono andati in centro a visitare la cattedrale di Piura almeno dall’esterno.
Quelli più anziani sono andati invece a riposo in attesa di iniziare un nuovo giorno con i lavori del Consiglio Generale.
Mercoledì 14 gennaio 2026
Dopo la preghiera del mattino, con la celebrazione delle lodi e a seguire la Santa messa alle ore 9:00, ci siamo riuniti per la prima seduta del consiglio generale.
È stata una giornata impegnativa attraverso relazioni e colloqui, soprattutto con il confratelli presenti in Peru. Dopo la pausa pranzo e lavori, sono ripresi alle ore 16:00 e si sono conclusi con la recita dei vespri alle ore 19:00.
La casa San Augustin all’interno si presenta nella sua semplicità ma ben ordinata nella distribuzione degli spazi nonostante la ristrettezza di alcuni luoghi. Il padre SUPERIORE padre Kelvin ha corredato alcune pareti con Quadri o dipinti che riguardano innanzitutto i papi che dal periodo di dom Gréa si sono succeduti mentre i quadri riportano i santi della devozione di Fede del Peru e in particolar modo della zona di Piura. Si tratta di Santa Rosa da Lima, San Martino di Torres, San Nicola e in particolar modo l’arcangelo san Michele.
La sera dopo cena, ci siamo concessi una passeggiata di relax in centro per una coppa di gelato. Eravamo nei pressi della cattedrale ancora aperta fino alle ore 21:00. Ma la tentazione della gelateria è stata più forte.
In mezzo a un traffico intenso di mototaxi e automobili, siamo rientrati soddisfatti per questa giornata.
Giovedì 15 gennaio 2026
Come ogni mattina, appena alzati, abbiamo pregato le lodi mattutine e celebrato la Santa messa presieduta da Padre Thomas.
La giornata è trascorsa nei lavori del Consiglio fino al tardo pomeriggio. Abbiamo incontrato i confratelli del Peru in particolar modo i due confratelli provenienti da Lima: Padre Cesar e Padre LUIS-ENRIQUE.
La Serata è trascorsa tranquilla con la recita del vespro, la cena e il riposo.
Venerdì 16 gennaio 2026
Come il giorno precedente, dopo la preghiera del mattino, sono continuati i lavori del Consiglio fino al pomeriggio.
Alle ore 18:00 avevamo appuntamento con il nuovo Vescovo della diocesi di Piura da poco nominato e sarà consacrato il 21 febbraio come Arcivescovo. Si chiama Monsignor Luciano Masa, già Vicario Generale da diversi anni in questa Arcidiocesi.
L’incontro è stato molto fraterno con uno scambio di informazioni sulla nostra realtà di comunità religiosa all’interno di questa diocesi. Ci siamo soffermati su alcune problematiche delle parrocchie a noi affidate e con alcune prospettive per il prossimo futuro.
Dopo il saluto cordiale e di augurio per il suo nuovo ministero, ci siamo lasciati e siamo ritornati alla casa preparandoci per il giorno successivo.
Sabato 17 gennaio 2026
prima parte
Oggi, nel giorno di Sant'Antonio Abate, ringraziamo Dio per la bella testimonianza di fede e di consegna che abbiamo vissuto. In questa data così significativa, il nostro fratello Fr. Juan Omar Martinez Coronado ha compiuto la sua solenne professione di voti perpetui, sigillando per sempre la sua generosa risposta alla chiamata del Signore.
Nelle mani del suo Superiore Generale Rinaldo Guarisco e all'interno della Congregazione dei Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione, don Juan Omar ha pronunciato il suo "sì" definitivo, un sì pieno di amore, fedeltà e speranza per la Chiesa. Che l'esempio di Sant'Antonio Abate, uomo di profonda preghiera e rinuncia, lo accompagni e lo rafforzi nel suo cammino di consacrazione.
Celebrare questa grazia nella sua terra natale di Viviate ha reso la cerimonia ancora più toccante, circondato dall'affetto della sua famiglia, della sua comunità e di coloro che hanno assistito al suo cammino vocazionale. È stata una celebrazione profondamente emozionante, dove si è sentita la presenza di Dio e la gioia di una vita interamente consegnata al suo servizio.
Che il Signore, per intercessione dell'Immacolata Concezione, lo benedica sempre e lo faccia perseverare con gioia, umiltà e amore nella sua missione.
Al termine della celebrazione nella piazza ci siamo ritrovati numerosi per un aperitivo e soprattutto per assistere ad alcune danze folkloristiche del Peru.
Sono stati consegnati diversi ricordi a noi confratelli e ad altre persone significative da parte del Comune di Viviate. Opere di artisti locali che lavorano in legno consegnate direttamente dal sindaco.
Poi ci siamo trasferiti presso la casa di Juan Omar per un momento conviviale e di grande festa.
Sabato 17 gennaio 2026
seconda parte
Nel pomeriggio, sempre di sabato, con alcuni confratelli, siamo andati all’oceano Pacifico per un momento di relax.
Al ritorno ci siamo fermati alla chiesa di San Luca di Colan, prima Chiesa costruita nel XVI secolo dagli spagnoli in America latina.
La giornata si è conclusa con la celebrazione della Santa messa nella parrocchia di Miramar intitolata alla Madonna di Lourdes.
Una accoglienza calorosa e generosa da parte del consiglio pastorale che ci ha fatto dono di alcuni souvenir dell’uovo e di un momento conviviale.
Domenica 18 gennaio 2026
La festa è iniziata ancora presto con la celebrazione nella parrocchia della Madonna dei Fatima Parrocchia originale e nativa del nostro confratello padre Kelvin.
Il Parroco che già ci conosce da tempo è stato molto accogliente e ha lasciato la presidenza della celebrazione al nostro confratello padre Thomas. Dopo i saluti iniziali, la messa a proseguito con canti e commenti alla presenza di numerosi fedeli. Un bel gruppo di chierichetti ha asservito la Santa messa con devozione e preparazione.
All’uscita della chiesa dopo la Santa messa numerose persone chiedevano la benedizione personale per la loro salute e famiglia. È una tradizione in questa zona del Peru, soprattutto se c’è un sacerdote forestiero, chiedere la benedizione non solo di oggetti religiosi ma soprattutto nella propria persona.
Doverosa foto di Gruppo in particolar modo con i chierichetti e poi il Parroco ci ha invitato per una abbondante colazione.
Domenica 18 gennaio 2026 pomeriggio
Per meglio trascorrere un momento in libertà e serenità, siamo stati invitati a pranzo dal nostro amico Franklin che generosamente ha offerto un pranzo ricco e abbondante in un ottimo ristorante in mezzo al verde e in riva al fiume.
Dopo un breve momento di riposo, ci siamo trasferiti in auto nella Parrocchia di Vichayal per la celebrazione della Santa messa. È stata presieduta da Padre Thomas anche perché aveva contribuito come comunità della California alla sistemazione dell’altare e dell’ambone recentemente restaurati. Al termine della messa il comitato di accoglienza, alla presenza anche del sindaco, ha organizzato davanti al sagrato della chiesa un momento di intrattenimento. Con due gruppi di danze folkloristiche tipiche del Peru e dell’Amazzonia, ci siamo soffermati più a lungo del previsto.
Al termine ci siamo trasferiti sempre in automobile a Tamarindo per la celebrazione di un’altra santa messa.
Anche qui al termine della messa abbiamo avuto un momento conviviale e di saluti con il consiglio pastorale della Parrocchia dedicata a Santo Domingo.
Dopo una una breve presentazione dei membri, si è fatto memoria dell’inaugurazione della casa canonica con un progetto non solo di ristrutturazione dell’abitazione ma anche di poter in futuro creare una piccola comunità di CANONICI.
La presenza di Padre Rediberto Lazo e di fratel Juan Omar ormai a voti solenni, vuole essere un inizio di questo progetto in collaborazione con i padri che ogni fine settimana vengono da Piura per la collaborazione pastorale
Termina così la prima parte della visita del Consiglio generale nella zona nord del Perù.
Un grazie di cuore a tutta la comunità per l’accoglienza e la disponibilità nei vari incontri.
Da mercoledì ci trasferiremo a Lima per proseguire e concludere la nostra visita sui luoghi fondati dai nostri padri Cric fin dai primi anni del Novecento.
Mercoledì 21 gennaio
La prima parte della nostra visita alla comunità Cric del Nord del Perù in Piura, siamo partiti in aereo alla Volta di Lima, capitale del Perù e con grande storia per i nostri padri predecessori.
Dopo la sistemazione nelle camere il pomeriggio abbiamo incontrato un nostro grande amico sacerdote don Juan De Dios, vicario generale della diocesi del Callao e direttore spirituale del seminario diocesano.
È stato un incontro molto bello e caloroso, dove abbiamo conosciuto alcuni seminaristi che ci hanno offerto un ricco spuntino a base di dolci e caffè.
Dopo aver ascoltato alcuni canti eseguiti dal seminarista tenore, ci siamo recati alla chiesa di San Giuseppe, costruita dei nostri padri . Poi ci siamo recati all’OSPIZIO Sant’Antonio fondato dal nostro Padre Cric PEDRO TOUVAT.
Anche qui l’accoglienza è stata molto affettuosa e calorosa da parte dei nonni ospiti e dei responsabili della casa. Da diversi anni ormai la casa dipende dal municipio.
Rientrati all’hotel, dopo cena, ci siamo recati al parco magico acquatico, con uno splendido spettacolo di fontane che gettano acque dai multicolori e giochi di luce. Prima della chiusura lo spettacolo è diventato ancora più suggestivo con la proiezione dei immagini sullo sfondo degli spruzzi d’acqua che hanno raccontato in modo simbolico la storia del Perù con le sue tradizioni e folclore.
Giovedì 22 gennaio
Dopo il riposo della notte in mattinata abbiamo visitato la chiesa parrocchiale di Santa Teresita anche questa costruita dai nostri padri. Ci ha accolto il Parroco col suo Vicario molto lieti di avere scambiato le nostre esperienze in questa realtà parrocchiale. Poi abbiamo fatto visita alla scuola delle suore francescane Madonna del buon consiglio, dove lavora il nostro confratello padre Cesar .
Alla fine della mattinata ci siamo recati nuovamente nella zona del Callao per visitare altre opere frutto del lavoro e della creatività dei nostri padri. Diversi di loro sono sepolti nel cimitero del Callao. Infatti, la prima sosta è stata proprio presso la loro tomba dove sono sepolti diversi nostri confratelli francesi e peruviani.
Poi ci siamo recati alla chiesa della Matrix, costruita sempre dai nostri padri che dopo il terremoto del 1966, è stata ristrutturata dalla diocesi, elevandola a Basilica.
Nel ritorno siamo andati a visitare e a pregare sulla tomba dei genitori di Padre Louis Enrique nel giardino della pace, un cimitero che si estende su una grande prateria. Nel ripartire abbiamo visitato anche la tomba della mamma del nostro padre Cesar.
Dopo la sosta pranzo nel pomeriggio, abbiamo visitato la chiesa del Nazareno dedicata al Cristo miracoloso, dove è allestito per tutto l’anno un presepio che racconta tutta la storia di Gesù dall’annunciazione alla nascita, dalla vita pubblica alla passione e risurrezione.
Doveroso l’acquisto di alcuni ricordini e oggetti Religiosi da portare ai nostri amici in Italia.
Il pomeriggio si è concluso con la visita alla Chiesa e alla CASA di Santa Rosa di Lima e a seguire abbiamo visitato la casa nativa di San Martino di Torres, trasformata in un’opera di accoglienza e di solidarietà verso i poveri.
Infine, il rientro a casa, in preparazione alla messa e al vespro.
Infatti, nella nostra casa o seminario di Santa Teresita ci aspettava un gruppo di amici Cric di Lima. Al termine della messa un momento conviviale per meglio conoscerci.
Venerdì 23 gennaio
Ormai il tempo scorre e siamo giunti al termine di questo viaggio molto proficuo, dal punto di vista fraterno e pastorale.
Salutato il nostro confratello, padre Thomas ripartito per la California, nella mattinata di venerdì ne abbiamo approfittato per visitare il centro storico di Lima con la sua bellissima cattedrale, la basilica di San Domenico e ancora un po’ di shopping con danze folkloristiche peruviane.
Qui si chiude questa cronistoria del nostro viaggio in Perù, ringraziando il signore per l’esperienza trascorsa, conoscendo nuove realtà affidate alla cura pastorale dei nostri confratelli Cric.
L’assemblea dell’Unione dei Superiori Generali (USG) riuniti a Sacrofano dal 26 al 28 novembre 2025, si è aperta con una udienza privata con Papa Leone XIV nella Sala del Sinodo dei vescovi.
E’ stato un incontro molto partecipato, sereno e ricco di sollecitazioni venute dalle sue profonde parole che ancora sono piene di significato per la Vita Consacrata, visto che anche lui è stato per diversi anni Superiore generale degli Agostiniani. Lui stesso lo ha ricordato all’inizio del suo discorso: “Come sapete, anch’io ho svolto il ministero che vi è affidato e conosco l’importanza di ritrovarsi insieme per ascoltare e discernere, alla luce dello Spirito Santo, ciò che il Signore chiede a voi e ai vostri Ordini e Congregazioni per il bene della Chiesa”.
Ricollegandosi al tema scelto per questa Assemblea “Fede connessa: vivere la preghiera nell’era digitale”, ha evidenziato tre aree molto importanti per la vita religiosa: la relazione con Dio, l’incontro coi fratelli e il confronto con il mondo digitale.
Riporto alcuni passaggi della sua riflessione che mi sembrano importanti per noi Religiosi come testimonianza di una vita consacrata al Signore.
Papa Leone ha toccato questi tre punti con parole semplici ma efficaci: “Cominciamo a considerare la prima: la relazione con Dio… La nostra speranza si fonda sulla consapevolezza di camminare verso l’incontro e la piena comunione con Dio, che per primo ci ha offerto la sua amicizia (cfr S. Giovanni Paolo II, Esort. ap. Vita consecrata, 27). Per questo, fondamentale nell’esistenza di ogni consacrato è la preghiera: spazio relazionale entro il quale il cuore si apre al Signore, imparando a chiedere e a ricevere con fiducia e gratitudine il suo amore che guarisce, trasforma e infiamma alla missione (cfr Conc. Ecum. Vat. II, Decr. Perfectae caritatis, 6). Così testimoniamo ciò che realmente siamo: creature bisognose di tutto, abbandonate nelle mani provvidenti e buone del Creatore”.
Con altre parole ci ha esortato a non affievolire la fede nel nostro apostolato, spesso abbagliati dall’efficientismo, trasformando il nostro cammino di pellegrini in una corsa disordinata e logorante, dimentica della sua fonte e della sua meta. Per questo, continua il Papa, “è importante tornare a ciò che conta, stringendoci al cuore infuocato di Dio, perché siano la sua luce e il suo calore a guidare e alimentare il nostro procedere personale e i nostri percorsi comunitari”!
Il secondo punto su cui fermarci è l’incontro con i fratelli.
“Gli Istituti, gli Ordini e le Congregazioni che rappresentate – continua il papa - sono, per così dire, corpi carismatici, in cui tutti sono profondamente connessi per la stessa umanità, per la medesima fede, per l’appartenenza a Cristo e per la chiamata che unisce nella fraternità. Così nella Chiesa, «soggetto comunitario e storico della sinodalità e della missione» (Documento Finale della Seconda Sessione della XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, 17), i legami sono trasfigurati in vincoli sacri, in canali di grazia, in vene e arterie vive che irrorano un unico corpo con lo stesso sangue”.
Un terzo aspetto su cui lavorare nel nostro cammino di conversione, riguarda il confronto con il mondo digitale.
Con molta chiarezza ed equilibrio ci ha ricordato i vantaggi ma anche i rischi che la moderna tecnologia offre attraverso i social media: “La tecnologia informatica rappresenta infatti una sfida anche per i consacrati. Da un lato offre possibilità immense di bene, sia per la vita comune che per l’apostolato. Sarebbe miope ignorare le straordinarie opportunità che fornisce alla comunione e alla missione, permettendoci di raggiungere persone lontane, di condividere la fede attraverso nuovi linguaggi, di arrivare anche a chi, per vie ordinarie, fatica ad avvicinarsi alle nostre comunità. Al tempo stesso, però, queste risorse possono influenzare fortemente, e non sempre per il meglio, il nostro modo di costruire e mantenere relazioni. È facile, ad esempio, lasciarsi tentare dall’idea di sostituire la mera connessione virtuale ai rapporti reali tra le persone, dove sono indispensabili presenza, ascolto prolungato e paziente e condivisione profonda di idee e sentimenti (cfr Francesco, Esort. ap. Christus vivit, 88).
Infine ci ha richiamato la responsabilità, come Superiori, di custodire anche in questo ambito la fraternità e la comunione, “vigilando affinché i mezzi tecnici non compromettano l’autenticità delle relazioni, né riducano gli spazi necessari a coltivarle”.
Al termine del suo discorso sono state rivolte alcune domande alle quali prontamente e a braccio ha risposto con competenza e famigliarità.
Un’esperienza davvero indimenticabile.
Rientrati alla sede di Sacrofano, le giornate poi si sono susseguite secondo il programma previsto, con diversi interventi sul tema della “Fede connessa…nell’era digitale”.
Sulla preghiera ci sono stati tre interventi come testimonianza del carisma vissuto nella propria realtà di Benedettini, Fatebenefratelli e di Salesiani. Tre diverse tipologie che hanno evidenziato l’importanza di una preghiera che si faccia vita concreta: nella fraternità, nell’accoglienza dei poveri e malati e nell’educazione delle giovani generazioni.
Altri interventi sono stati sul tema specifico della “Intelligenza Artificiale” evidenziando anche qui i pregi e l’utilità tecnica. Ma evidenziando le minacce e i rischi di dimenticarsi dei sentimenti e dell’importanza della relazione non con una macchina, ma con delle persone.
Infine abbiamo avuto un confronto proficuo sul tema “dell’abuso spirituale e di potere” in cui spesso rischiamo di ricadere nel nostro rapporto non solo con i confratelli, ma anche con i fedeli a noi affidati.
Carissimi confratelli, amici e lettori,
ho condiviso con voi questa esperienza in vista della Solennità dell’Immacolata e del cammino di Avvento in preparazione al Santo Natale. Le parole di papa Leone e i temi affrontati in Assemblea, ci siano di aiuto per non perdere la nostra libertà e consapevolezza di persone consacrate, in rapporto sia alla tecnologia moderna sia alle persone che incontriamo, rafforzando i nostri legami fraterni e spirituali, attingendo questa energia spirituale attraverso la preghiera quotidiana personale e comunitaria. La relazione con Dio è fondamentale per nutrire la nostra testimonianza di Chiesa e di famiglia religiosa.
A tuti voi auguro che il Santo Natale porti pace nel mondo e nei nostri cuori.
Padre Rinaldo
La parola chiave del lettore:
Siete occhi che guardano e che sognano!
Continuate a sognare, a inquietarvi, a immaginare parole e visioni che ci aiutino a leggere il mistero della vita umana e orientino le nostre società verso la bellezza e la fraternità universale.
Aiutateci ad aprire la nostra immaginazione perché essa superi gli angusti confini dell’io, e si apra alla realtà tutta intera, nella pluralità delle sue sfaccettature: così sarà disponibile ad aprirsi anche al mistero santo di Dio. Andate avanti, senza stancarvi, con creatività e coraggio!
Papa Francesco
