La meta è partire!

 

 

 

Ma se io, Signore,

tendo l'orecchio ed imparo a discernere

i segni dei tempi,

distintamente odo i segnali

della tua rassicurante presenza alla mia porta.

E quando ti apro e ti accolgo

come ospite gradito della mia casa

il tempo che passiamo insieme mi rinfranca.

Alla tua mensa divido con te

il pane della tenerezza e della forza,

il vino della letizia e del sacrificio,

la parola di sapienza e della promessa,

la preghiera del ringraziamento

e dell'abbandono nelle mani del Padre.

E ritorno alla fatica del vivere

con indistruttibile pace.

Il tempo che è passato con te

sia che mangiamo sia che beviamo

è sottratto alla morte.

Adesso,

anche se è lei a bussare,

io so che sarai tu ad entrare;

il tempo della morte è finito.

Abbiamo tutto il tempo che vogliamo

per esplorare danzando

le iridescenti tracce della Sapienza dei mondi.

E infiniti sguardi d'intesa

 

per assaporarne la Bellezza.

 

Card Martini


La nostra bacheca

 

In occasione della chiusura dell'anno giubilare per i 150 anni della Fondazione della nostra Congregazione C.R.I.C. nostro padre Generale Rinaldo Guarisco ci lascia una lettera importante:

 

TESTIMONI DI CRISTO NEL MONDO 19/11/21

 

"... Nella misura in cui il consacrato vive una vita dedicata esclusivamente al Padre, assido da Cristo, animato dallo Spirito, coopera efficacemente nella missione del Signore Gesù, contribuendo in modo particolarmente profondo al rinnovamento del mondo. . I consacrati hanno il primo compito missionario verso se stessi e lo compiono aprendo il cuore all'azione dello Spirito di Cristo. La sua testimonianza aiuta tutta la Chiesa a ricordare che, in primo luogo, c'è il servizio gratuito di Dio, reso possibile dalla grazia di Cristo, comunicato al credente tramite il dono dello Spirito... ′′ (VC 25) A 25 Anni dell'esortazione apostolica postsinodale di Papa San Giovanni Paolo II, queste parole risuonano ancora con forza e decisione per tutti i religiosi, consacrati a Dio attraverso la professione dei consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza, per essere verità nel mondo, testimoni di Cristo crocifisso e risorto. Vorrei fare le nostre queste parole alla fine di un Anno Giubilare celebrato in occasione del 150° anniversario della nostra comunità di Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione e che si conclude il 8 dicembre 2021. È stato un anno pieno di iniziative, soprattutto di preghiera e celebrazioni liturgiche distribuite nel corso dell'anno pensionabile nei momenti più significativi per la nostra Congregazione: dal ricordo dei suoi primi passi iniziati con la professione perpetua del nostro fondatore Dom Adriano Gréa l'8 settembre del 1871 alla festa della Natività di Maria, alla festa dell'Immacolata Concezione la nostra santa patrona (8 dicembre), nell'anniversario della morte di Gréa (23 febbraio), alla festa di tutti i santi dell'ordine canonico (8 novembre), alla conversione di Sant'Agostino (24 aprile), alla solennità di Sant'Agostino (28 agosto) dopo una settimana di esercizi spirituali e conclusa con la celebrazione del Concilio Ampliato... e molti altri momenti anche di fraternità e formazione che ci hanno accompagnato durante questo anno speciale. A quanto pare non sarà cambiato nulla, figuriamoci sarà diventata quella parte del mondo che ci è stata affidata! Volevamo solo umilmente renderci presenti in modo più visibile, cercando di riaccendere in noi Cric prima di tutto quel carisma di amore e servizio fraterno nella Chiesa particolare tanto amata dal nostro fondatore. Può essere che questo piccolo seme seminato attraverso la nostra testimonianza un giorno cresca con la forza dello Spirito e dia abbondante frutto per il Regno. Raccontare la propria storia non solo con parole ′′ scritte ′′ sulla carta, ma nella vita quotidiana è lodare Dio e ringraziarlo per tutti i suoi doni. ′′ Il ricordo grato del passato ci invita ad ascoltare con attenzione ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa..." (Lettera ai consacrati 2014). Abbiamo cercato di celebrare la memoria del passato per vivere il presente con passione ed essere segno credibile della presenza dello Spirito affinché infonda nei nostri cuori la passione di essere tutti uno. Guardando al nostro futuro, le prospettive non sono molto lusinghie, ma siamo ugualmente consapevoli che la speranza non si basa solo su numeri o opere, ma su quello in cui abbiamo riposto la nostra fiducia. Questa è la speranza che non delude e che ci accende nel nostro presente di continuare a scrivere una storia di consacrazione consegnata a Cristo al servizio della Chiesa particolare. Così troveremo ′′ la vita dando vita, la speranza dando speranza, l'amore amando ′′. Vorrei riprendere alcune idee estratte dalla mia lettera redatta alla fine del Concilio ampliato alla fine di agosto, affinché diventino ′′ frutti spirituali ′′ anche di quest'Anno Giubilare, in cui senza dubbio il sipario delle iniziative di Si chiude il calendario, ma non il sipario del

- 2-spirito religioso che devono accompagnarci nella nostra prossima vita quotidiana. Mi piacerebbe che quest'anno giubilare producesse frutti almeno nelle seguenti aree:

• nel ministero apostolico, nell'intenso lavoro che i nostri cofratelli svolgono nelle parrocchie affidateci dai vescovi, sia in ambito pastorale che caritatevole;

• al superamento di un certo atteggiamento individualistico nella realizzazione di attività, molte volte considerate di propria iniziativa, lungi dalla condivisione con altri cofratelli;

• condividere con i laici e i collaboratori in uno spirito di accoglienza e corresponsabilità;

• a crescere nella pastorale di comunione e maggiore partecipazione, anche all'interno della stessa parrocchia;

• nella vita fraterna e comunitaria, dove non sempre è sufficiente esprimere l'amore per la comunità con parole e intenzioni, ma è anche necessario promuovere l'impegno e il desiderio di vivere e far conoscere il nostro carisma e il pensiero di Dom Gréa, a attraverso momenti. di preghiera, incontri di formazione permanente...

 

Sicuramente ognuno di noi potrebbe aggiungere altri desideri di essere fruttuosi, lasciando che lo Spirito Santo agisca con la sua forza, affinché porti un vento di rinnovamento ed entusiasmo nella nostra comunità. È vero che il nostro futuro incerto e preoccupante, almeno dal punto di vista numerico, è talvolta motivo di sconforto e poca fiducia. La perdita di alcuni cofratelli, le scarse e le incerte vocazioni alla gioventù, ci mettono in discussione sulle nostre scelte quotidiane e sui nostri atteggiamenti che non sempre si vivono con gioia ed entusiasmo, ma che però devono spingerci a guardare avanti. Purtroppo, per vari motivi di antichità e situazioni pastorali, la nostra comunità soffre di una dispersione geografica, che certamente non favorisce la convivenza coerente del nostro carisma canonico, fatto di vita comune (sotto lo stesso tetto), di preghiera comune tra noi. con il popolo di Dio, di condividere con momenti di fraternità. Per questo, con le stesse parole scritte da Giovanni Paolo II 25 anni fa alla conclusione dell'Esortazione Apostolica sulla vita Consacrata, chiedo allo Spirito Santo, Amore riversato nei cuori, di dare grazia e ispirazione alle nostre menti, di riempire di gente. cuori, consacrati con l'intima certezza di essere stati scelti per amare, lodare e servire. Spirito Santo, ′′ Lasciali provare la tua amicizia, riempili della tua allegria e del tuo conforto, aiutali a superare i momenti di difficoltà e a rialzarsi con fiducia dopo le loro cadute, rendi loro uno specchio della bellezza divina. Dona loro il coraggio di affrontare le sfide del nostro tempo e la grazia di portare agli uomini la bontà e l'umanità del nostro Salvatore Gesù Cristo ′′ (cfr. Tito 3, 4). Maria Immacolata, Madre della Chiesa, di misericordia e speranza, Icona della Santità e Stella dell'Evangelizzazione, guidaci, accompagnaci e proteggici.

SETTEMBRE 2021-DICEMBRE 2021

La bellissima preghiera che ci accompagna in questo anno giubilare 

 

150° FONDAZIONE

 

COMUNITÀ CANONICI REGOLARI

 

DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE

 

Nostro Signore e nostro Dio, Padre buono e misericordioso:

Ti amiamo e Ti lodiamo e Ti benediciamo.

Ti chiediamo di radicarci nel FIGLIO TUO CRISTO GESU’ e di infondere in noi i doni del Tuo SANTO SPIRITO.

Ti ringraziamo per averci donato dom Adriano Grea,

fondatore dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione.

Rendici forti e docili, per abbracciare il mondo con la gioia della FEDE;

vivere la SPERANZA della Salvezza con rinnovato entusiasmo;

rinvigorire la Carità per crescere nella vera fraternità.

Si rafforzi in ciascuno la purezza della consacrazione e di ogni chiamata alla Santità.

Trasformaci in testimoni, missionari, evangelizzatori,

perché si accresca nell’umanità, opera Tua, il desiderio di Te, origine e meta di ogni creatura.

 

Maria Immacolata,

Madre della Chiesa, di Misericordia e della Speranza,

Icona di Santità e Stella dell’evangelizzazione,

rifugio e porto sicuro per tutti noi naufraghi del mondo:

guidaci, accompagnaci, proteggici

 

 

Amen


Fermati..è una storia speciale!

Un ritaglio di cielo

 

Ass. Culturale Dom Adriano Grea

 

“Dio è lode e canta in se stesso,nel segreto della sua vita,un inno eterno che non è altro se non l’espressione stessa delle sue perfezioni nel suo Verbo e il soffio del suo amore.Quando nella sua sapienza e bontà ha creato l’universo,egli ha donato come un’eco a questo cantico eterno”

 

 

Dom Adriano Grea

 

 

 

 

 L’esperienza di Dom Grea è un meraviglioso cammino che non può essere imprigionato in fasi circoscritte. Il sogno di Dom Grea è intessuto nel disegno di Nostro Signore.

 

 

 

L’opera principale di Dom Grea “De l’Eglise” è profondamente intrecciata alla storia delle sue comunità e quest’ultime a essa. E la sua opera appunto è il riflesso del suo sogno generato dal Disegno di Dio. Scorre tra le righe della sua opera letteraria principale  la sua  visione di santità,  passo dopo passo.. nel Suo passo. La  sua visione di santità è  avvertita in relazione al clero diocesano. Le  chiese particolari sono diramazione terrene della Chiesa universale riflesso trinitario. Noi suoi discepoli chiamati a vivificare le realtà delle chiese particolari di cui facciamo parte. Facendo della nostra vita una lode a Dio senza sosta. Chiamati a un’esistenza luminosa, espressione liturgica di quell’amore che ci ha amati ancora prima della nostra nascita. Chiamati a un dialogo ininterotto con Lui attraverso la preghiera, penitenza,  digiuno e  partecipazione all’eucarestia. Attraverso una vita contemplativa. Lui ascolta noi e noi Lui. Un ritaglio di Cielo intessuto insieme.

 

 

Una santità che infatti richiama ciascuno di noi a rispondere a dire il nostro Si. Ciascuno, nel proprio cammino di battezzati. Indipendentemente dall’essere religiosi o laici ognuno con l’amore a piene mani. E’ una Chiesa quella che Dom Grea sogna fatta sulle orme di ognuno come anticipazione, riflesso di quello che ci attende quando ci ricongiungeremmo con il Signore.

Il suo cammino..

Marie Etienne Adrien Grea nacque a Lons le Saunier il 18 Febbraio 1828. Fu battezzato il 27 Febbraio nella Chiesa des Cordeliers. La famiglia poi si stabilisce  a Besancon.


 

 “L’aumonerie” (1856-1862)

Il 13 gennaio 1856 a Saint Claude prende gli ordini minori da Mons. Mabile. Il 20 settembre dello stesso anno è ordinato sacerdote avendo compiuto gli studi teologici sotto la guida di E. Hiron. Ritorna in Francia e a Baudin, nella diocesi di Saint Claude esercita il suo sacerdozio tra gli operai della officina appartenente allo zio materno e crea una maitrise, cioè una scuola di educazione religiosa ed iniziazione liturgica per bambini.

 

 

“ Aveva compreso che la liturgia,l’officio pubblico della Chiesa è il più potente mezzo di santificazione del popolo fedele, alla condizione ben inteso di essergli ben esposto e spiegato ( Mr Grevy il suo primo biografo)

 

 

 

“ E’ alla consacrazione di Notre Dame che devo la mia vocazione” Dom Grea (pag 39)

 

 


 

 

 

 

Nel 1863 è vicario generale del vescovo a Saint Claude, dove resta 18 anni. Rifiuta la nomina all’episcopato.

La maitrise di Baudin si era trasportata a Saint Claude nel 1865.

L’8 settembre 1871 Dom Grea con quattro compagni pronuncia i voti solenni nelle mani del vescovo di Saint Claude, che approva le loro regole ed istaura il servizio corale di giorno e di notte.

Nel 1876 Pio IX accorda il decreto di lode ai canonici regolari dell’Immacolata Concezione”. Il 12 marzo 1887 Leone XIII approvò e confermò l’istituto, rimandando in un momento più opportuno e l’approvazione delle costituzioni non complete. La comunità crebbe a più di 80 membri. Ciò che caratterizzava questa comunità era l’azione liturgica, lo spirito di penitenza e lo studio

La vita comune a Saint Claude

“ Siate nella pace di Dio amatevi teneramente gli uni gli altri e lavorate per avanzare tutti nel cammino della perfezione..”

 

 


Nel 1890 al seguito di difficoltà sorte con il clero della cattedrale di Saint Claude,la comunità di Dom Grea si traferisce a Saint Antoine, diocesi di Grenoble.

Qui si orienta con una grande comunità a cui erano legati piccoli priorati, i cui religiosi conservavano stretto rapporto con la casa centrale.

Il 30 settembre 1896 un decreto della congregazione dei vescovi e religiosi eresse il monastero dei canonici regolari di Saint Antoine in abbazia e Grea ricevette il titolo di abate.

Si aprirono fondazioni oltre al Canada, in Francia, Svizzera, Scozia ( Perù, Inghilterra e Italia più tardi)

 

Le impressioni di Dom Romain “ Dom Grea mi fa respirare e trovo qui un profumo di principi, di tradizioni e di vista monastica che mi ricordano i miei bei giorni di La Pierre qui Vire e i primi secoli dell’ordine monastico” (pag 102)

 

Nel 1900” Sono cinquanta. La comunità va molto bene,da ammirare..il quadro è interessante.. lo amiamo veramente. Il canto è dolce,così lieve e scorrevole.”


Dom Grea si trasferisce a Rotalier,il castello di famiglia nel comune di Sainte Agnes vicino a Lons le Saunier.

 

 

 

“ Dappertutto, dice il canonico Grevy, trasmetteva la sua dolcezza e la sua santa parola, rimase ciò che è sempre stato, disponibile e amabile con tutti”

Il castello Grea a Rotalier

 

Morte 23 Febbraio 1917

 

Mgr Maillet concluse la sua orazione dicendo “ Abitanti di questa parrocchia di Sainte Agnes siate fieri,circondatelo di onore e preghiere… Pregate per il riposo della sua anima. Supplicatelo di usare in vostro favore il suo potere presso Dio, ricorrete con fiducia alla sua intercessione”

 

Nelle sera prima di ritirarsi definitivamente i suoi figli al momento di inginocchiarsi sulla sua tomba ebbero l’impressione  come riporta  Dom de  la Venna “  emanava un profumo straordinario di pace,  di fiducia soprannaturale, di gioia”.