La meta è partire!

Noi crediamo perchè amiamo

 

Giovedi 2 febbraio 2023 ore 18.30 Parrocchia Natività di Maria

Messa di Commemorazione di Padre Lorenzo Rossi, presiederà questa liturgia il Vescovo Mons. Baldo Reina

 

“Se la vita è esistenza, ciascuno di noi ha il suo momento e deve vivere al meglio come umili strumenti del Signore per compiere il suo disegno. Se il desiderio dell’uomo è essere ricordato e perché semmai ha fatto qualcosa di buono è che gli altri seguendo il suo esempio possano fare altrettanto e che la sua memoria sia viva nella memoria del Signore attraverso la preghiera”

 

Padre Lorenzo Rossi Cric Fondatore Associazione Culturale  Dom Adriano Grea


 

 

Il nostro fare consisterà nell'essere

 

 

Il tuo nome è colui

che fiorisce sotto il sole.

 

 

 

 

 

 

 

Tutta l' umanità è chiamata a ridare, a restituire agli uomini la regalità che appartiene al Creato stesso. Che meraviglia.. Lo stupore dei giusti... hanno identificato questo servizio restituendo agli uomini quella bellezza che appartiene a tutti noi. Fare una professione di fede, di servizio, di opere la gioia di servire, di amare ridonando agli uomini quella corona che il Padre ha donato a Gesù.

 

 

Padre Lorenzo Rossi Cric Fondatore Associazione Culturale  Dom Adriano Gre

La nostra Associazione vive un meraviglioso cammino di preghiera, studio e ricerca formandoci secondo lo spirito di fraternità e a una vicendevole edificazione proprio secondo l'ideale di Dom Adriano Grea. In tutto il mondo possiamo far conoscere la bellezza della sua Opera e trasmettere il suo messaggio di santità attraverso la nostra vita. 

 

 

 

 

 


Canta il sogno del mondo..

 

 

 

 "Nei momenti importanti della mia vita vi ringrazio perché siete sempre attenti e sensibili a dare significato gioioso alla mia vita, sono particolarmente grato al Signore della vostra presenza piena di comunione"

 

 

"Spesso nelle commemorazioni ufficiali di un personaggio si parla di raccogliere l'eredità spirituale del personaggio, ma non è un lavoro che si realizza con bei discorsi stampando i volumi, i fatti detti dell'eroe che cadano poi nel vuoto. Certo questo è importante, ma un'eredità spirituale è impegnativa. Si tratta di essere colui a cui si succede non di avere qualcosa che gli è appartenuto. È istintivo il desiderio, di permanere, di essere ricordati. Quanti monumenti, lapidi o sepolcri ne sono muti testimoni. Solo il Signore rimane, ci ricordano insistentemente i salmi. Ciò che è in Dio rimane. I santi restano o meglio rimane ciò che Dio ha operato in loro. Siamo tutti eredi di Santi come Eliseo. Il primo modo di raccogliere la loro eredità è quella di permettere a Dio con la nostra disponibilità di operare in noi, come operò in loro. "Chiunque vive e crede in me non morirà in eterno. Credi questo (Gv 11,26).

 

Dalla risposta non a livello di idee ma di vita dipende momento per momento, il permanere nel tempo di quello che stiamo facendo."

 

 

Padre Lorenzo Rossi Canonico Regolare dell'Immacolata Concezione, fondatore dell'Associazione Culturale Dom Adriano Grea

 

 

 

Lorenzo Rossi nasce il 22 maggio 1937 a Mairano (BS), ed è battezzato una settimana dopo nella Parrocchia cittadina di S. Andrea Apostolo. Da bambino entra in comunità nell'alunnato di Montichiari (Bs), dove trascorre non molto tempo. Si sposta quindi a Roma per iniziare gli studi secondari, interrotti dalla parentesi del noviziato, che svolge prima in Francia, nello scolasticato di Canisy in Normandia, per poi concluderlo a Roma con la prima professione dei voti religiosi, l’11 ottobre 1956. Nell’Urbe, una volta terminata nel 1959 la scuola secondaria, attende agli studi universitari presso la Pontificia Università Urbaniana de Propaganda Fide, conseguendo il baccellierato in filosofia e, nel 1964, la licenza in teologia.

 

Dopo la professione perpetua il 27 dicembre del 1960, il 18 marzo 1964 è ordinato presbitero nella sua Parrocchia d’origine di Mairano, e celebra la prima messa l’indomani, 19 marzo, marcando fin da subito il suo ministero per una speciale devozione personale nei confronti di San Giuseppe. Nel luglio dello stesso anno è nominato vicario parrocchiale nella Parrocchia di S. Maria Regina Pacis a Monteverde Vecchio (Roma). Sotto la sapiente guida del Parroco P. Alfredo Scipioni, Lorenzo rimane a Regina Pacis una dozzina d’anni, segnalandosi per il suo notevole impegno specialmente nell’animazione dei giovani, sia attraverso l’insegnamento della religione nel Liceo classico “L. Manara”, sia attraverso numerose altre iniziative che riscuotono il favore e l’apprezzamento di molti, in una stagione sociale caratterizzata dal disagio e dalla contestazione giovanile.

 

Nell'ottobre del 1976 l’obbedienza lo chiama a essere responsabile della vice-cura della Natività di Maria a Forte Bravetta (Roma). Qui P. Lorenzo spenderà il resto della sua vita, adoperandosi in tutto e per tutto per il bene della locale comunità cristiana. Grazie anche alla sua tenacia, a una “speranza contro ogni speranza” (cf. Rm 4,18), egli contribuisce, al riconoscimento dapprima canonico e poi civile della nuova entità, la Parrocchia Natività di Maria, di cui egli è, dal 1981, il primo Parroco. Anche senza disporre di adeguate strutture, tanto che l’Eucaristia si celebrava per lunghi anni in un garage, dopo un lunghissimo travaglio si arriva all’edificazione della chiesa parrocchiale, che viene consacrata nell’anno giubilare del 2000 all’interno della bellissima cornice della “Valle dei Casali”.

 

Pur risiedendo per lungo tempo in un appartamento adattato a casa canonica, P. Lorenzo, grazie anche all’avvicendamento di numerosi confratelli sacerdoti e seminaristi che lo affiancano nel ministero, cerca di dotare la comunità cristiana della Natività di Maria di una solida formazione cristiana. Ecco allora l’impegno nella lectio divina, nella catechesi, sia per l’iniziazione cristiana e gli altri sacramenti sia per gli adulti, nella carità e, soprattutto, nella liturgia. P. Lorenzo, fedele discepolo e innamorato di D. Gréa, ha amato lo splendore della domus Dei, per la quale ha profuso ingenti risorse, sforzandosi altresì di inculcare nel popolo a lui affidato una forte sensibilità liturgica, da cui promana ogni virtù della Chiesa.

 

Con l’avanzare degli anni, il 1 settembre 2013 egli termina il suo ministero di Parroco, ma continua la sua presenza attiva nella parrocchia della Natività di Maria, ufficialmente come collaboratore parrocchiale, ma, un po’ per tutti, come “parroco emerito”. Nel frattempo si adopera anche per diffondere, sia tra i confratelli, sia tra i laici, la conoscenza della vita e del pensiero di Dom Adrien Gréa, dando vita anche a un’associazione culturale a tal fine dedicata.

 

Progressivamente le forze vengono meno, ma Padre Lorenzo resta al suo posto, indefesso, fino all’autunno del 2022. In quel periodo, a motivo di problemi intestinali, subisce un delicato intervento chirurgico, dal quale non riesce a riprendersi, fino ad andare incontro alla sua Pasqua, circondato da alcuni confratelli, familiari e parrocchiani, la sera del 2 gennaio 2023.

 

I medici che con tanta cura lo hanno assistito, hanno riferito che P. Lorenzo non era molto collaborativo negli ultimi giorni, perché già proiettato altrove. Questo “altrove” è per lui l’incontro con il Risorto, amato e servito in più di 66 anni di vita religiosa e 58 di ministero sacerdotale.

 

Le esequie sono celebrate dapprima nella sua “creatura”, la Parrocchia della Natività di Maria, il 4 gennaio, e poi l’indomani nella chiesa del suo battesimo, a Mairano, dove anche è sepolto nel settore del cimitero dedicato ai sacerdoti, testimoniando così un legame con la sua terra d’origine che mai si era interrotto né affievolito nonostante avesse trascorso quasi tutta la sua vita nell’Urbe.

 

 

 

 

Dalla personalità forte e a volte complicata, ma anche delicato attento e premuroso, P. Lorenzo ha amato fino alla fine la Comunità CRIC e i fedeli a lui affidati, e resta per tutti un testimone di fede nel Signore della vita, che lo avrà accolto dandogli la ricompensa promessa ai buoni operai del Vangelo.

 

Canonici Regolari dell'Immacolata Concezione


Fermati..è una storia speciale..Dom Adriano Grea

 

“Dio è lode e canta in se stesso,nel segreto della sua vita,un inno eterno che non è altro se non l’espressione stessa delle sue perfezioni nel suo Verbo e il soffio del suo amore.Quando nella sua sapienza e bontà ha creato l’universo,egli ha donato come un’eco a questo cantico eterno”

 

 

Dom Adrien Grea

 

 

 

 

 

 

 L’esperienza di Dom Grea è un meraviglioso cammino che non può essere imprigionato in fasi circoscritte. Il sogno di Dom Grea è intessuto nel disegno di Nostro Signore.

 

 

 

L’opera principale di Dom Grea “De l’Eglise” è profondamente intrecciata alla storia delle sue comunità e quest’ultime a essa. E la sua opera appunto è il riflesso del suo sogno generato dal Disegno di Dio. Scorre tra le righe della sua opera letteraria principale  la sua  visione di santità,  passo dopo passo.. nel Suo passo. La  sua visione di santità è  avvertita in relazione al clero diocesano. Le  chiese particolari sono diramazione terrene della Chiesa universale riflesso trinitario. Noi suoi discepoli chiamati a vivificare le realtà delle chiese particolari di cui facciamo parte. Facendo della nostra vita una lode a Dio senza sosta. Chiamati a un’esistenza luminosa, espressione liturgica di quell’amore che ci ha amati ancora prima della nostra nascita. Chiamati a un dialogo ininterotto con Lui attraverso la preghiera, penitenza,  digiuno e  partecipazione all’eucarestia. Attraverso una vita contemplativa. Lui ascolta noi e noi Lui. Un ritaglio di Cielo intessuto insieme.

 

 

Una santità che infatti richiama ciascuno di noi a rispondere a dire il nostro Si. Ciascuno, nel proprio cammino di battezzati. Indipendentemente dall’essere religiosi o laici ognuno con l’amore a piene mani. E’ una Chiesa quella che Dom Grea sogna fatta sulle orme di ognuno come anticipazione, riflesso di quello che ci attende quando ci ricongiungeremmo con il Signore.


Il suo cammino..

Marie Etienne Adrien Grea nacque a Lons le Saunier il 18 Febbraio 1828. Fu battezzato il 27 Febbraio nella Chiesa des Cordeliers. La famiglia poi si stabilisce  a Besancon.


 

 “L’aumonerie” (1856-1862)

Il 13 gennaio 1856 a Saint Claude prende gli ordini minori da Mons. Mabile. Il 20 settembre dello stesso anno è ordinato sacerdote avendo compiuto gli studi teologici sotto la guida di E. Hiron. Ritorna in Francia e a Baudin, nella diocesi di Saint Claude esercita il suo sacerdozio tra gli operai della officina appartenente allo zio materno e crea una maitrise, cioè una scuola di educazione religiosa ed iniziazione liturgica per bambini.

 

 

“ Aveva compreso che la liturgia,l’officio pubblico della Chiesa è il più potente mezzo di santificazione del popolo fedele, alla condizione ben inteso di essergli ben esposto e spiegato ( Mr Grevy il suo primo biografo)

 

 

 

“ E’ alla consacrazione di Notre Dame che devo la mia vocazione” Dom Grea (pag 39)

 

 


 

 

 

 

Nel 1863 è vicario generale del vescovo a Saint Claude, dove resta 18 anni. Rifiuta la nomina all’episcopato.

La maitrise di Baudin si era trasportata a Saint Claude nel 1865.

L’8 settembre 1871 Dom Grea con quattro compagni pronuncia i voti solenni nelle mani del vescovo di Saint Claude, che approva le loro regole ed istaura il servizio corale di giorno e di notte.

Nel 1876 Pio IX accorda il decreto di lode ai canonici regolari dell’Immacolata Concezione”. Il 12 marzo 1887 Leone XIII approvò e confermò l’istituto, rimandando in un momento più opportuno e l’approvazione delle costituzioni non complete. La comunità crebbe a più di 80 membri. Ciò che caratterizzava questa comunità era l’azione liturgica, lo spirito di penitenza e lo studio

La vita comune a Saint Claude

“ Siate nella pace di Dio amatevi teneramente gli uni gli altri e lavorate per avanzare tutti nel cammino della perfezione..”

 

 


Nel 1890 al seguito di difficoltà sorte con il clero della cattedrale di Saint Claude,la comunità di Dom Grea si traferisce a Saint Antoine, diocesi di Grenoble.

Qui si orienta con una grande comunità a cui erano legati piccoli priorati, i cui religiosi conservavano stretto rapporto con la casa centrale.

Il 30 settembre 1896 un decreto della congregazione dei vescovi e religiosi eresse il monastero dei canonici regolari di Saint Antoine in abbazia e Grea ricevette il titolo di abate.

Si aprirono fondazioni oltre al Canada, in Francia, Svizzera, Scozia ( Perù, Inghilterra e Italia più tardi)

 

Le impressioni di Dom Romain “ Dom Grea mi fa respirare e trovo qui un profumo di principi, di tradizioni e di vista monastica che mi ricordano i miei bei giorni di La Pierre qui Vire e i primi secoli dell’ordine monastico” (pag 102)

 

Nel 1900” Sono cinquanta. La comunità va molto bene,da ammirare..il quadro è interessante.. lo amiamo veramente. Il canto è dolce,così lieve e scorrevole.”


Dom Grea si trasferisce a Rotalier,il castello di famiglia nel comune di Sainte Agnes vicino a Lons le Saunier.

 

 

 

“ Dappertutto, dice il canonico Grevy, trasmetteva la sua dolcezza e la sua santa parola, rimase ciò che è sempre stato, disponibile e amabile con tutti”

Il castello Grea a Rotalier

 

Morte 23 Febbraio 1917

 

Mgr Maillet concluse la sua orazione dicendo “ Abitanti di questa parrocchia di Sainte Agnes siate fieri,circondatelo di onore e preghiere… Pregate per il riposo della sua anima. Supplicatelo di usare in vostro favore il suo potere presso Dio, ricorrete con fiducia alla sua intercessione”

 

Nelle sera prima di ritirarsi definitivamente i suoi figli al momento di inginocchiarsi sulla sua tomba ebbero l’impressione  come riporta  Dom de  la Venna “  emanava un profumo straordinario di pace,  di fiducia soprannaturale, di gioia”.